MOTOM ITALIA SPA
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MOTORE
Monocilindrico orrizzontale, 4 tempi
CILINDRATA
124,6
POTENZA MAX
5.70KW @7500RPM
COLORI
nero, argento, blu, bianco, grigio scuro
PREZZO
Da 2.412,00 €
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Benvenuti in NUOVA LAMBRETTA la nuova frontiera dello scooter.
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Innocenti... Chi era costui?
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Ferdinando Innocenti nasce a Pescia il 1 settembre 1891 da Dante Innocenti, fabbro. Da giovane segue il padre nella conduzione della "Ferramenta Innocenti" (1906), di cui poi assumerà assumerà la conduzione e gia' in quegli anni la famiglia e' in una situazione economica preminente.
Dal 1920 approfondisce e sperimenta l'uso di tubi in ferro e le loro applicazioni e nel 1923 si trasferi' a Roma dove. Durante quegli anni si impone nel mercato dei tubolari in acciaio, acquisendo una posizione dominante nel settore. Supera la crisi degli anni industriale '30 aprendo, nel 1933 lo stabilimento industriale di Lambrate (dal cui deriverà poi il nome della sua celebre creatura, la Lambretta).
Durante gli anni del fascismo, l'azienda incrementa notevolmente gli utili, soprattutto con lo scoppio della guerra.
Terminato il conflitto, Innocenti inizia un'operazione di riconversione dell'azienda. Tra gli scopi che si prefigge, vi è la volontà di creare un mezzo di trasporto a basso costo e di grande diffusione, in grado di soddisfare le esigenze di rapidi spostamenti dell'Italia del tempo.
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Dal progetto alla realtà
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Il primo prototipo prende ispirazione dai mezzi utilizzati dai paracadutisti inglesi. Per la realizzazione Innocenti prende accordi con il generale D'Ascanio, che avrebbe dovuto affiancarlo nella progettazione e nella costruzione. Tra i due sorgono però diverse discordanze, principalmente riguardo al modello di impostazione del veicolo, sino a giungere a un punto di rottura. D'Ascanio abbandona dunque il progetto e si unisce alla Piaggio, dove darà vita alla “Vespa”.
Il suo posto viene preso dall'ing. Torre, anch'egli colonnello, con il quale invece trova rapidamente un accordo che porterà poi alla nascita della “Lambretta”.
Una prima versione della Lambretta viene presentata nel 1946 al Salone di Parigi, ma il lancio sul mercato non arriva fino al 1948, a causa di numerosi problemi economici ed organizzativi.
La Lambretta M (1° tipo) veniva prodotta a ritmo di 70 unità al giorno (contro le 150 pronosticate e le 85 potenziali), ma non si dimostra in grado di soddisfare le esigenze dell'azienda. Lo scooter è infatti afflitto da numerosi difetti tecnici, che spingono Innocenti a creare, già nel 1949 un nuovo modello, esteticamente simile al primo, ma con un nuovo sistema di sospensione sia anteriore che posteriore (prima assente) e un cambio a mano, anziché a pedale.
Nel frattempo, le ricerche per lo sviluppo del Modello B portano l'azienda a creare alcuni veicoli di successo a 4 ruote.
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Genesi di un mito
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Il Modello A viene messo ufficialmente in pensione alla fine dell'ottobre del 1948, con 9.660 unità prodotte. Nonostante la sua produzione avesse creato un enorme passivo nell'azienda, questo si era ridotto ad appena un quarto dopo solo 3 mesi dall'uscita del modello 125B: finalmente giungeva il tanto sospirato riconoscimento.
La produzione passò dalle 70 alle 150 unità giornaliere e nonostante l'aumento riusciva a stento a seguire le richieste dell'utenza. Parallelamente continuava la produzione di mezzi da trasporto leggeri, che sfruttavano la stessa meccanica della Lambretta.
Nel 1950 vennero lanciati due nuovi modelli (il 125 C e il 125 LC carenata) che si dimostrarono ancora migliori del precedente. Il loro lancio fu anticipato per riuscire a soddisfare la richiesta del mercato, dopo aver completamente svuotato i magazzini del 125 B.
Con la Lambretta 160 C e 100 LC si giunse alle 260 unità giornaliere, pari a 6000 unità al mese, che divennero 7000 nel 1951 e 8000 nel 1952. Nel frattempo, alla fine del 1951 videro la luce i modelli D (un modello economico e di largo accesso) e DL (carenato e di forma più elegante).
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Un successo internazionale
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La Lambretta era pronta per sbarcare all'estero: venne iniziata la costruzione in Francia e in Germania e venne aperto uno stabilimento in Venezuela, costato ben 350 milioni di dollari. Per compensare la grande produzione e vincere la naturale ritrosia da parte del pubblico internazionale, venne lanciato un modello ancor più economico, modello E, e un nuovo modello LD, che garantisse un fatturato costante.
Nel 1955 venne lanciato il Lambrettino 48, un ciclomotore a due tempi, a ruote alte e con una cilindrata di 48 cc. Gli anni successivi, fino al 1960 rappresentarono un periodo di grande sviluppo industriale per l'Italia: gli utili della Innocenti aumentarono infatti del 59% e il capitale sociale si incremento del 2000% grazie all'affare venezuelano. Fu in questo frangente che l'azienda iniziò anche la produzione di automobili.
Nascono in quel periodo anche i modelli SX e TX, ancora oggi i più richiesti dai collezionisti, che vantano prestazioni maggiori rispetto ai modelli precedenti e un look raffinato.
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La fine?
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Dopo la metà degli anni 60, tuttavia, cominciò il declino dell'azienda, dovuto principalmente al boom economico, che rese l'automobili un bene alla portata di tutti, portando in secondo piano lo scooter. Gli introiti calarono, così come la produzione. Nel tentativo di rilanciare il proprio scooter, nel 1968, il modello DL nelle cilindrate 125, 150 e 200 e un nuovo ciclomotare a 50 e 75 cc. Nonostante le novità sul campo estetico, tuttavia, la meccanica rimase quella di sempre. Nel 1971 terminò la produzione dei modelli DL e J 50.
La produzione venne terminata nel 1972.
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MOTOM ITALIA SPA
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